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Borgo di Cassagna

Cassagna è uno dei più belli e meglio conservati borghi della Val Graveglia, caratterizzata da una struttura compatta, con archi, stretti passaggi interni e bei tetti in ardesia.

All’inizio del paese dal lato attualmente raggiunto dalla carrozzabile, nei pressi della cappella di San Rocco, è ancora identificabile la struttura della torre che, come testimonia Tiscornia, intorno al 1930 venne abbassata e trasformata in abitazione.

Un approccio ancora più suggestivo dal lato opposto del borgo si può avere percorrendo l’antico sentiero pedonale che poco dopo il borgo di Nascio, utilizza l’imponente ed elegante ponte settecentesco posto su una profonda forra sul rio Novelli.

 

Per ammirare dall’alto la struttura di Cassagna (e di Nascio) si può percorrere la strada in gran parte sterrata che da Cassagna raggiunge Statale attraversando imponenti castagneti.

In località Crocetta (deviazione in salita della sterrata) sono visibili resti evidenti dell’antica chiesa soppiantata nel 1565 dalle parrocchiali di Nascio e Statale. I ruderi possono essere raggiunti come in antico anche attraverso un sentiero che inizia dall’abitato di Cassagna e che viene descritto fra i percorsi.

Notizie documentate su Cassagna si hanno dal catasto della Repubblica di Genova del 1467, pubblicato dalla studiosa francese Robin, relativo agli abitati dipendenti dalla podesteria di Sestri Levante. Dai dati riportati si constata che tutti i sedici capofamiglia recensiti come Bernardello nella podesteria sono concentrati nel nucleo di Cassagna, che può pertanto essere ritenuto, come scrive nel testo originale con bella espressione la Robin, la «villa-berceau» ovvero «il paese-culla» di tale parentela.

Da una breve ricerca attuale, effettuata sull’ elenco telefonico, si può constatare che in tutto il comune di Ne non sono presenti più Bernardello o Bernardelo ma solo nove Brignardello di cui due ancora a Cassagna. Viceversa nell’elenco di Sestri Levante esistono diciannove Bernardello di cui sei concentrati a Montedomenico, località vicina e storicamente sempre molto collegata con la Val Graveglia e in particolare con Iscioli, Nascio, Cassagna e Statale.

Nei pressi di Cassagna sorgeva una delle più grandi miniere di manganese della Val Graveglia. Sulla strada che porta da Cassagna a Nascio, giunti ad una curva, vicino ad un’edicola votiva a Santa Barbara che riporta l’iscrizione “La montagna è il libro di Dio, i minatori vi sanno leggere. S. Barbara 1967”, inizia la strada che sale alle miniere. A differenza delle altre miniere della zona la “coltivazione” (l’estrazione del minerale) si è svolta quasi interamente a cielo aperto a partire dal 1880 sino al 1994.

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Ultima modifica: 13 Agosto 2019 alle 16:26
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