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CittÓ dell' olio

Olio d'oliva: il ministero vuole cancellare la vendita diretta in cantina e nel frantoio oleario.

"I produttori agricoli ricorderanno che la sentenza del Tar Liguria del 28/01/2004 accolse il ricorso presentato dal Comune di Ne con un costo di 3.700 euro e sottoscritto da 71 coltivatori della zona. Con la vittoria di tale ricorso si modificava il decreto del ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 14/11/2003 applicativo del Reg.Ue n°1019/02, e si permetteva la vendita diretta di olio di oliva sfuso in cantina o nel frantoio oleario. Grande soddisfazione fu espressa dalla Confederazione italiana agricoltori della Liguria che aveva promosso anche una petizione popolare. Inoltre, espressero soddisfazione gli olivicoltori della Sardegna, Puglia, Sicilia, Toscana ove tale consuetudine e tradizione è ancora molto diffusa soprattutto nelle aree interne". E' quanto afferma l'assessore all'Agricoltura del comune di Ne Marco Bertani.

"Con l'occasione si desidera precisare che -sostiene Bertani- il comune di Ne e i produttori che hanno sottoscritto il ricorso non sono contro l'etichettatura, anzi si sono sempre battuti per la qualità del prodotto e della sua genuina origine. Ma il voler difendere una tradizione che è anche un'occasione turistica, vedasi lo sforzo degli Enti locali in questa direzione, sembra un atto dovuto".

"Dopo la vittoria al Tar -aggiunge l'assessore- si auspicava che il ministero avesse capito accettando il giudizio senza imporre l'etichetta e la chiusura ermetica nella vendita diretta che tra l'altro la normativa comunitaria non impone. Con grande amarezza e stupore alla metà di agosto si è venuti a conoscenza che il ministero ha impugnato al Consiglio di Stato la sentenza del Tar Liguria. La Giunta municipale di Ne sicura delle proprie ragioni si è costituita immediatamente con il proprio sindaco, geom. Cesare Pesce, dando mandato al proprio legale . Per sostenere le spese legali si è lanciata anche una sottoscrizione nazionale, aprendo un apposito conto corrente presso la Banca Popolare di Lodi I -Filiale di Conscenti- c/c 2102748 Abi 5164 Cab 32080 . Tale sottoscrizione è sorta dalla necessità di far diventare la questione a livello nazionale e soprattutto perché le esigue risorse del Comune di Ne non permettono l'affrontare un ricorso a questi livelli".

"Nel frattempo con soddisfazione rileviamo che 'conclude Bertani- la prima udienza del 31 agosto scorso è già stata rinviata a data da destinarsi e, quindi, abbiamo tutto il tempo per raccogliere i fondi, dare suggerimenti agli avvocati Granara di Chiavari e Sorrentino del foro di Roma. Auspichiamo il massimo interessamento e sostegno con l'orgoglio di aver intrapreso una battaglia a difesa dei produttori agricoli e della vendita diretta a tutela dei sacrifici di milioni di olivicoltori che col il loro lavoro producono reddito, difendono le loro terre, le tradizioni dei loro padri e il territorio altrimenti in balia del dissesto e del degrado".

 

Lettera indirizzata:

-Al Ministro dell'Agricoltura - Roma

-All'Assessore Agricoltura Regione Liguria -

-All'Assessore Agricoltura Provincia di Genova

-All'Assessore Agricoltura Comunità Montana "Valli Aveto-Graveglia-Sturla" di Borzonasca

SOSTENETE IL RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA CON UN PICCOLO BONIFICO PRESSO LA "BANCA POPOLARE ITALIANA Ag. di CONSCENTI di NE" c/c n. 0100021027/48

intestato al Comune di Ne - Assessorato Agricoltura






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